Cosa pensano i candidati Rettore di UNIGE sull’adozione del software libero?
Il 28 Aprile 2026 il prof. Matteo Dell’Amico, unitamente ad altri 67 firmatari dipendenti dell’Università di Genova (UNIGE) ha inviato nella principale mailing list di ateneo un’email con la seguente richiesta.
Carissimi candidati e candidate per la carica di Rettore/Rettrice,
la nostra università ha scelto, anni fa, di affidarsi a Microsoft per un’ampia serie di servizi informatici. È una scelta maturata in uno scenario internazionale molto diverso da quello attuale.
Come tutti sanno, gli Stati Uniti si sono distanziati dall’Unione Europea, e la dipendenza dai servizi USA è una grossa debolezza strategica per il nostro continente. Le giga-aziende USA trattano dati riservati, e l’interruzione del loro servizi sarebbe uno scenario da incubo per la nostra società e la nostra economia. Per questo, l’UE intende correre ai ripari, con iniziative come EuroStack. La virata verso GNU/Linux e LibreOffice della Francia è notizia di questi giorni.
Il comune denominatore di queste scelte è il basarsi su software libero e open source (FOSS, Free and Open Source Software) e su protocolli aperti. Si tratta di soluzioni ampiamente usate nel mondo (per esempio, Linux è di gran lunga il kernel per sistemi operativi più usato al mondo: si trova in una larghissima parte dei dispositivi connessi, su gran parte dei server su Internet e su tutti i dispositivi Android). Il vantaggio di queste soluzioni sta nel fatto che chiunque può usarle e modificarle, e che l’interoperabilità è garantita perché i sistemi usano formati e protocolli aperti che evitano il pericolo del “lock-in”: l’essere obbligati a usare i prodotti di una singola azienda, perché non possono esistere soluzioni compatibili. Valutare in maniera approfondita i costi è complesso, ma vale la pena notare che queste soluzioni non hanno costi di licenza.
Noi pensiamo che i sistemi liberi e aperti siano perfetti per un’università, che ha lo scopo di condividere e ampliare la conoscenza. Pensiamo anche che le nostre missioni di ricerca e di didattica ci richiedano di muoverci in anticipo, e andare verso le soluzioni che il resto della società potrà adottare in futuro. Pensiamo anche, per i motivi discussi sopra, che la scelta dell’infrastruttura tecnologica da usare non sia esclusivamente una scelta tecnica, ma anche e soprattutto politica, e quindi una scelta da discutere nel contesto dell’elezione di chi guiderà la nostra università.
Sappiamo che i cambiamenti in un sistema fondamentale come quello informatico possono essere lunghi e complessi: per questo è importante arrivare preparati, per non trovarsi a dover cambiare le cose in emergenza. Vi chiediamo, quindi, di informarci sulle vostre intenzioni: se eletti, pensate di orientare le scelte future di architettura informatica dell’ateneo verso soluzioni aperte, libere, e basate sull’Unione Europea?
Abbiamo ricevuto la risposta del prof. Michele Piana di cui alleghiamo il PDF.



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